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I Baby Boom: Contraddizioni di un’Epoca

Chi sono davvero i Baby Boom?

Sono donne e uomini partoriti tra gli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta.

Sono stati presi in giro dai più giovani. Considerati degli sprovveduti incompetenti. Trattati come goffi digitali, ritenuti viziati perché cresciuti nel benessere degli anni Ottanta.

Erano gli anni del boom economico e si veniva al mondo con la promessa facile di una vita in pianura, il progresso tecnologico cominciava già a garantire lo svolgimento dei lavori domestici senza fatica con un risparmio del tempo che si scopriva poter essere impiegato per fare le gite fuori porta e i picnic in famiglia.

E in un nanosecondo nacque il mito della famiglia perfetta.

Il lavoro sicuro e l’uso delle cambiali garantiva l’acquisto anche dell’auto, oltre che della lavatrice e dello scaldabagno.

Le fabbriche si moltiplicavano, il lavoro aumentava, le ferie duravano un mese e qualsiasi cosa accadesse, era una novità per un mondo che si era ricostruito da solo e con fatica, dopo due guerre mondiali, milioni di morti e centinaia di migliaia di sacrifici umani per la Patria.

Il mondo stava davvero cambiando. Era questo il BOOM in cui eravamo BABY.

E non importava se lontano da noi si combattevano guerre terribili e sanguinose, per noi erano spunto per la nascita di pensieri pacifisti ed egualitari, antirazzisti e antimilitaristi. Modernità, rispetto alla vita dei nostri padri. Era il culto della NON VIOLENZA che ci distingueva,

Negli anni Ottanta però cominciarono a portarci a scuola in macchina, ma con l’accortezza di fare ogni giorno una strada diversa, per evitare di restare vittime di rapimenti o agguati terroristici. Le persone venivano rapite senza criterio, e non era necessario se ci fossero i soldi o no, in famiglia; se volevi che il tuo familiare ritornasse a casa dovevi pagare.

Gli anni Ottanta si addobbarono di bellezza e libertà. Si agghindarono con il costume della festa per sembrare allegri e faciloni, e mentre essi apparivano leggeri e ricchi, i potenti della Terra che avevano prima creato muri, iniziarono ad abbatterli innestando il germe della speranza e quello della favola dal finale positivo.

Intanto nella scuola che non funzionava già, i professori avevano il loro spazio di competenza, e quello che dicevano non solo era legge, ma aveva il potere di far scaturire ancora quel sano ceffone pedagogico che rimetteva ordine in molte strade perse.

Vero anche che molte erano le strade perse e molti i corpi gettati e annientati nei vicoli, infilzati dalla droga.

Nelson Mandela, Gorbaciov, Il Muro di Berlino e Papa Wojtyla erano la risposta ai sacrifici dei nostri Padri. Erano il mito della Speranza.

Ma allora da cosa derivava quella tendenza malata di avvelenarsi il sangue? L’eroina di fatto diventò il nuovo prodotto di commercio del benessere. La droga alimentava le mafie organizzate e la diffusione dell’AIDS.

La faccia bellina e pulita degli anni Sessanta, quella che mostrava la famiglia perfetta sul prato per il picnic, con il cestino delle vivande davanti ai sorrisi felici dei bimbi, si schiantava contro i corpi magri, sdentati e capelloni de I ragazzi dello zoo di Berlino

Questo, dunque, il terreno in cui crebbero e si formarono degli sprovveduti incompetenti, i futuri goffi digitali, i viziati cresciuti nel benessere.

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