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Gen Z e Ansia da Prestazione

Insegno.

Ad ogni colloquio scuola-famiglia c’è sempre almeno una madre che viene a denunciare una situazione di stress dovuta all’ansia da prestazione del figlio o della figlia.

Negli ultimi tempi è una situazione frequentissima. E per “ultimi tempi” intendo gli ultimi 3-4 anni.

All’inizio pensavo, come tutti, che fosse dovuto ad una forma di debolezza adolescenziale, causata dalla ormai diffusa perdita di autorevolezza dei genitori, motivo per cui a quell’età si diventa instabili ed emotivamente fragili.

Siamo consapevoli che la genitorialità di oggi tende ad essere paritaria, giovanile, assolutamente incapace di porre dei limiti e di conseguenza incapace di ergersi a guida e punto di riferimento.

Ecco, inizialmente pensavo che l’ansia fosse naturale conseguenza di una mancata gestione dell’emotività del figlio adolescente e che fosse quindi questo il motivo per cui fosse diventata l’emozione più presente tra bambini e adolescenti.

Dopo qualche anno di attenta osservazione, direi che l’emozione ANSIA tra i giovani di oggi è un fenomeno molto complesso e determinato da moltissimi e diversificati fattori.

ANALISI:

Durante un lavoro sulla comunicazione svolto in una seconda liceo, in cui ho illustrato gli assiomi di Watzlawick e Beavin della Scuola di Palo alto in California, si è studiato in classe il funzionamento dei social, la sua reale funzione comunicativa e il referente della comunicazione social, ragionando sulla conseguente dipendenza di cui siamo vittime. I ragazzi hanno realizzato che gli adulti danno sempre per scontate troppe cose nel momento in cui con leggerezza forniscono di smartphone i figli.

“Nessun adulto -notavano- li ha mai addestrati all’uso del dispositivo, riferivano infatti, quanto non si fossero mai sentiti tutelati dalla grandezza e dall’imponenza delle infinite funzioni dello smartphone.

Pensiamoci. Chi di noi ha mai usato il telefono insieme al figlio per iniziarlo allo strumento con una sorta di educazione all’uso? Per un gioco di società leggiamo le istruzioni e glielo spieghiamo, per poi lasciarli giocare da soli o con gli amichetti, ma quando mai abbiamo spiegato ad un figlio il funzionamento dello smartphone ad uso sociale?

Tendiamo a giustificare questa nostra consapevole mancanza dicendo che tanto loro sono più bravi di noi! Come se oggi i bambini nascessero con innescate al loro interno le istruzioni e modalità d’uso!!

E crescono. Con lo smartphone e un uso di esso pressoché errato e superficiale.

Ed è allora che si trovano a vivere tutti i giorni e a gestire uno strumento gravoso di cui percepiscono vagamente una pericolosità senza codificare quella giusta sensazione di paura.

Dove siamo noi, quando loro affrontano per la prima volta le conseguenze dello smartphone?

“Eh, ma lui lo sa usare meglio di me! io della tecnologia non ci capisco nulla…!”.

Facile, vero?

Quando ho iniziato a guidare, mio padre si metteva accanto a me per darmi consigli e insegnarmi i trucchi di una corretta guida. Mi allertava per preavvertirmi su eventuali pericoli cedendomi parte della sua esperienza e fornendomi delle sue conoscenze già dal primo momento. Mi forniva cioè di un bagaglio esperenziale che io ottenevo di riflesso, che mi arricchiva e mi rassicurava.

Se non avessi mai avuto nessuno accanto, probabilmente avrei vissuto quei momenti con un’ANSIA costante e corrosiva.

Eccola l’ansia dei giovani di oggi.

NON è la scuola, non è l’età…: è il vuoto educativo che li getta nello sconforto davanti alla consapevolezza di potersi trovare a gestire un problema più grande di loro, senza una guida che li aiuti ad affrontarlo. Un’ansia data dalla consapevolezza che un errore su Tik Tok li getterebbe in una gogna mediatica devastante, o dal consapevole rischio di passeggiare in una selva di osservatori anonimi e giudicanti. Ansia data dalla necessità di ESSERCI on line e di MOSTRARSI come unico riconoscimento sociale in cui si rispecchino. Come anche il dover necessariamente piacere agli altri ottenendo like che allontanino il rischio di essere segnati come SFIGATI CON POCHI LIKE.

Più like ricevono e più si sentono TOP.

Il contrario dovremmo insegnare ai nostri adolescenti, quando li forniamo di collegamento internet:

La differenza tra Essere e Apparire. La differenza tra “Essere” e “Essere visti come”; l’immagine che ho di me e l’immagine che gli altri si fanno di me.

D.R.

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