Nella vita sono Madre. Nel lavoro sono Docente di Lettere.
Quando ho iniziato a scrivere sul Web avevo i bambini piccoli. Piccoli… avevano circa 8-10 anni . Il sito era il mio svago, il mio spazio del tempo libero.
Mentre la sera loro dormivano, se non avevo da correggere compiti in classe, mi richiudevo nel mio angolino letterario.
Io ero una mamma sola, da poco mi ero ri-innamorata e anche quella volta avevo creduto sarebbe stato per sempre. Mi ero sbagliata per la seconda volta.
Crescevo due figli da sola e davvero non avevo molti punti di riferimento.
Trascorrevo le serate in silenzio, Impastavo il pane che facevo in casa, mi mettevo sui libri, preparavo le lezioni del giorno dopo, per le mie classi di liceo. Correggevo compiti. A volte scrivevo sul mio Blog.
A parte i bambini, la mia vita era fatta di pane e di libri. Ogni giorno.
Impastavo di tutto: pani di ogni tipo, cornetti, pizze, focacce…
A volte mettevo la sveglia alle 5:00 per il secondo impasto: era la mia passione vedere quel pane che si creava dal nulla fino a diventare qualcosa di magico e fragrante. Svegliarmi presto la mattina non mi pesava per nulla.
Prima di uscire alle 8:00 avevo già sfornato il pane caldo…
Lavoravo e portavo avanti figli, casa e cane. Da sola. Ma avevo urgente l’esigenza di un mio spazio di libertà e di sfogo.
La mia vita di allora oggi trasformata nel titolo di un sito, come un Simbolo.Tempoliberoletterario.
Il simbolo della mia salvezza nella solitudine. Dovevo fare tutto da sola, sempre.
E il Blog era il mio modo di uscire da un circolo chiuso di doveri, bisogni altrui, quelli degli adolescenti, a scuola; dei figli, a casa.
E poi la casa, il giardino, il cane…Quali erano le mie di necessità?
Nessuno se lo chiedeva. Nessuno Me lo chiedeva.
Fermai Tempoliberoletterario per una e poi due volte quando persi mio padre. Con la perenne attesa di riprendere il mio spazio sul web per scrivere. Per riconoscermi e vedermi esistere.
Ora la sfida è doppia.
Quello che segue è ciò che avevo scritto anni addietro all'inizio di questo viaggio
Ho immaginato uno spazio e un tempo in cui “essere” e “ascoltare” fossero primizie da coltivare.
30 giugno 1988
A te che non mi ascolti,
a te che non mi guardi,
a te, che sei presente solo dentro me.
A te che quando penso ci sei sempre in mezzo tu;
a te che quando vuoi sai rendermi felice.
A te che se mi manchi non sento più ragioni,
a te che se ti scopro duri eternamente.
A te che sei la vita,
a te che non capisci che parlo seriamente quando dico di volerla fare finita
A te che se ti accorgi di quel mondo solo mio
lo intendi
e vi entri
poco a poco;
a te che se ami me ami ciò che è mio;
a te che non mi ostacoli ma impedisci ciò che è male;
a te che sei presente ovunque e in ogni istante…
solo dentro me.
Donatella R.

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