Archivi del giorno: 11 giugno 2023

Adolescenza e Comunicazione

Comunicare con i genitori da adolescenti… Difficile anche solo pensarlo, per un giovane. Difficile riuscire a comprendere i propri figli in questa fase di transizione, anche per i genitori. Mai sottovalutare l’importanza del dialogo: una buona comunicazione è infatti fondamentale per il benessere emotivo e la crescita dei ragazzi.

A 16 anni un essere umano in crescita va cercando di scoprire chi è realmente, di costruire la propria identità, ma spesso tale ricerca di indipendenza e autonomia può creare delle barriere nella comunicazione con gli adulti.

Sono molti i metodi da usare per migliorare la comunicazione e costruire una relazione forte e duratura.

Dovremmo noi dimostrare ad un giovane supporto e interesse, ascoltandone con attenzione i pensieri e rispettandone i punti di vista; cercando di impostare un dialogo aperto sui temi fondanti, senza giudicarne o minimizzarne i sentimenti.

Consigli pratici? Banali, in realtà.

  • Sostenere i propri figli nei loro interessi e nelle loro passioni;
  • Mantenersi coerenti nelle regole prestabilite, soprattutto se concordate con loro;
  • Mostrare sempre amore incondizionato e sostegno nei momenti difficili, anche se siamo contrariati. Il momento del chiarimento e della punizione arriva dopo. Prima è meglio affrontare il problema mostrandosi spalla forte e robusta, immobile e resistente, poi ci sarà lo spazio per i chiarimenti senza colpevolizzazioni, ed eventuali punizioni.
  • Riconoscere al ragazzo le proprie responsabilità senza per forza attribuirle a persone o eventi altri, e spronarlo a affrontarne le conseguenze.

Una comunicazione corretta è cruciale anche per una più sostanziosa educazione affettiva allo scopo di insegnare a costruire relazioni sane e durature.

© Donatella
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported

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Generazione X

Secoli e millenni di processi evolutivi… annientati in pochi anni da pochi click su un tastino, e onde invisibili rivelatrici di miliardi e miliardi di informazioni. Cosa c’è dietro il semplice utilizzo del telefonino con accesso facilitato in internet? Cosa lo rende diabolico e come interferisce sulla mente umana? Certo la scienza non è il mio campo… ma i Giovani, il loro mondo, il loro cervello e il loro modo di ragionare, sì.

Per lavoro trascorro praticamente due terzi della mia vita a contatto con il periodo della vita più prolifico di cambiamenti, più vitale, più pronto a rapportarsi con le novità e a mettersi in discussione.

Da sempre si parla dei giovani come di una generazione di “marziani trogloditi”, incapaci, immaturi, viziati e sciocchi…. Si ma quali giovani?!!

Mia madre, oggi anziana, già quando ero bambina raccontava di una spaccatura generazionale tra la gioventù dei suoi tempi e i suoi genitori: gli adulti.

Comprensibile! quella generazione di genitori veniva fuori da non una, ma due guerre mondiali; da un Ottocento che era andato adeguandosi, velocemente e con buona volontà, alle progressiste realtà industriali, mantenendo  saldo  nella formazione delle genti, un forte spirito di conservazione;

È comprensibile che con gli anni ’60 arrivi il decennio della spinta evolutiva maggiore. Ecco il senso della spaccatura generazionale.

Volontà di Crescere.

Come sono stati i figli di quei figli? A rigor di logica, consapevoli degli errori dei loro genitori bacchettoni, sarebbero dovuti diventare dei perfetti educatori delle masse giovanili.. e invece niente di più falso!

Saranno proprio quegli ex-giovani ribelli a gettare la spugna della spinta socialmente evolutiva formatasi negli anni Sessanta e, raggiunta l’età e la funzione genitoriale, a tentare di applicare ai propri figli il clone del modello educativo precedente!

Ma ogni generazione giovanile è a sé stante.

È con l’uso continuo del problem solving che la specie umana si è evoluta, a partire dagli ominidi.

Ci siamo mai chiesti cosa ci distingue di fatto dalle primissime specie umane?

La razionalità ci dovrebbe dunque indurre ad accettarli questi ragazzi di oggi, in contrasto con il mondo, riconoscendone la somiglianza con ciò che siamo stati noi, ex ragazzi di allora, non a denunciarli come trogloditi!

Questi ragazzi vivono nel mondo che noi e i nostri genitori abbiamo dato loro. La COLPA è nostra!

Noi che cercavamo il dialogo, oggi siamo i primi a non parlare con loro.

Noi che non ci sentivamo capiti siamo i primi a denunciare ogni loro comportamento senza entrare nel loro mondo per guardarli da dentro. Per capirli.

Ora siamo noi a rinunciare a capire. Diamo loro quello che abbiamo appreso. Diamo loro almeno un’educazione affettiva: è quella che a loro manca. Diamo loro la percezione di sé stessi.

Altrimenti, i trogloditi che non si evolvono, siamo noi.

© Donatella
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported

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