Archivi del giorno: 21 settembre 2013

In caduta libera

Se questa è la vita che ci dobbiamo aspettare…

Argini in lunghe vie,  

implacabili immutabili

che oscurano il mondo.

Suoni e fremiti di venti

incidono l’anima con una lama.

Il rosso caldo di dolore

segue il solco dei pensieri.

Non credere possa bastare!

Non finirà presto

se avrà un senso

sarà come cadere nel vuoto e

sentirsi persi e senza peso.

© Donatella R

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Odysseas Elytis

ORIENTAMENTI, XIX

La carne del salice il fuoco primigenio della gioventù
La loquela intonsa del profumo della terra
La radice la favilla il fulmine la nube

Scavo infinito con sudore e gioia
Nelle miniere del cuore
Nelle viscere insanguinate del dolore
Tu passa attraverso gli stretti del ricordo
Più lontano sempre più lontano più in là
Là dove il deserto cancella la sua forma.

Odysseas Elytis (da Orientamenti, 1940)

Ho scoperto Elytis all’Università quando decisi di studiare Lingua e Letteratura Neogreca. Avrei voluto abbandonare tutto: la mia vita, la casa, i  sogni… per continuare a dedicare la mia vita alla sua letteratura… ma la vita, o forse il mio poco coraggio di modificare la rotta, me lo hanno impedito.

Elytis per me è stato la Luce. Leggere i suoi versi è come mettersi davanti al fuoco in pieno inverno; come restare avvolti dentro braccia calde e forti; come sentirsi finalmente a casa dopo un lungo girovagare senza meta; come aprire gli occhi e scoprire che non sei più solo, ma qualcuno che ti ama ti amerà per tutta la vita…; come essere consolati dopo un pianto a dirotto.  I versi di Elytis scaldano l’anima.

La carne, fuoco primigenio della gioventù,  il profumo della terra, la radice la favilla il fulmine la nube: sono elementi di una forza vitale intrinseca e sorprendente, illuminante. Il poeta affonda, con una forza passionale e sanguigna negli antri più nascosti della sua anima, sottolineando  la tensione dello sforzo  e il dolore che ciò comporta (Scavo infinito con sudore e gioia/Nelle miniere del cuore); ma il ricordo percorre  lo spazio “attraverso gli stretti” vicoli del cuore.. Il ricordo, la memoria passa insinuandosi nei meandri dell’anima, “Più lontano sempre più lontano più in là/Là dove il deserto cancella la sua forma”. Là dove la solitudine  ha lacerato l’anima consumandone i contorni.

Donatella R.

 Odysseas Elytis (Odysseus Alepoudhelis) nasce  il 2 novembre 1911  a Heraklion sull’isola di Creta, la sua famiglia, originaria di Lesbo, si trasferì  presto ad Atene dove egli compì gli studi.  Nel 1935 pubblicò i suoi primi scritti sul giornale Nea Grammata. La prima raccolta, Clessidre dell’ignoto, è del 1937. Trasferitosi per qualche tempo a Parigi, incontrò Breton, Tzara, Éluard, Char, Ungaretti, si fece notare  subito come rappresentante   di un ellenismo moderno volto a  costruire una nuova mitologia un po’ visionaria e onirica. Dagli Anni ‘60 collaborò con il musicista Mikis Theodorakis, che trasse un oratorio da Dignum est, uno dei poemi più apprezzati di Elytis, e musicò versi di Garcia Lorca tradotti dal poeta. Nel 1979 ottenne  il Premio Nobel per la Letteratura: “Per la sua poesia che, sullo sfondo della tradizione greca, dipinge con forza sensuale e perspicacia intellettuale la lotta dell’uomo moderno per la libertà e la creatività”. Elytis si spense il 18 marzo 1996 ad Atene.  

© Donatella R

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