Come si legge la poesia?

Come si legge una poesia? o meglio come si fa a capirla, a comprendere il significato di parole che a noi suonano così estranee, ma che sembrano così intime per chi le scrive?!!

Tutte le volte che leggiamo una poesia  lo facciamo con diffidenza, come se fosse un mostro da cui difendersi, una presenza che ci fa sentire piccoli e incapaci, inutili.

La poesia è un gigante, una forza della natura, ne leggiamo le parole, le lettere che le compongono e ne siamo sopraffatti: prima di tutto perché non riusciamo a coglierne il senso magico che  si attribuisce a quell’insieme di suoni, e poi perché pur riconoscendo la nostra madre lingua, non capiamo il significato degli accostamenti logici o i giochi linguistici che la creano.

Sì perché sono proprio i nodi della lingua che creano la poesia. Essa non è poi così lontana, non è  incomprensibile.  La poesia è l’espressione del nostro sentire: più la mia anima è percettiva più colgo le sfumature della realtà che mi circonda.

“Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente”

diceva Palazzeschi, come a dire: ‘metto una lente di ingrandimento per rendere visibile al mondo cosa c’è dentro la mia anima’. La poesia non è solo verso,  è semplicemente la parola che esprime un soffio di vita.

CONSIDERO VALORE

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi
vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere
in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome
del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

Ogni verso di Erri De Luca è lungo ancor più dei versi in prosa di Pavese. Cosa lo rende poesia?

Il concetto reso dalle sensazioni. La neve, la fragola, la mosca: perché producono un accostamento di percezioni nell’animo del poeta? La NEVE rende l’idea del candore, del bianco, della purezza, del freddo, del soffice; la FRAGOLA è dolce, rossa, carnosa, sanguigna, è passione; la MOSCA è quotidianità, fastidio, sporco, è piccola, inutile, nera.

All’inizio il verso cita: Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Il contrasto che ne risulta è evidente, come anche il regno minerale del secondo verso e le stelle vicine tra loro (percezione dell’occhio umano) come se fossero riunite in un’assemblea;  ciò che è assolutamente più grande di noi ed è assolutamente irraggiungibile: nelle viscere della terra e negli infiniti spazi dell’universo.

Dov’è la poesia di questo verso? Entrambi gli elementi divengono non fredde pietre o lontane luci nel cielo, ma nella accezione di regno minerale avviene nella mente di chi legge un improvviso accostamento al regno animale, così da costruire nell’immaginario una paradossale idea di vita della materia che compone il nostro pianeta (regno minerale) come anche nelle stelle che divengono immediatamente minuscoli immaginari personaggi mitologici che si riuniscono con la somma della loro luminosità.

Non voglio perdermi in una cattedratica analisi testuale, ma soltanto ribadire con piccoli esempi quanto nella poesia conti il modo di percepire di ciascuno di noi.

Soprattutto bisogna  tenere sempre a mente che una poesia nasce prima di tutto da un istinto, da un bisogno istintivo dell’anima di render fuori da sé ciò che risulta incontenibile e che deve essere esternato, estromesso; solo in un secondo momento la si lima affinché tutti i modi espressivi aderiscano perfettamente all’intento e alle necessità di comunicazione del Poeta.

© Donatella R

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