L’Altra Verità di Alda Merini

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L’ALTRA VERITA’, DIARIO DI UNA DIVERSA

 BURRizzoli Contemporanea

(Dodicesima edizione)

Alda Merini in questa poesia di 156 pagine,  incarnata nelle spoglie solo apparenti della prosa, descrive la “parte primitiva del suo essere, la parte strisciante, preistorica”(pag. 68). La malattia mentale la induce a vivere l’esperienza di manicomio degli anni ’70, un’esperienza in cui più che mai sopraggiunge l’istinto carnale di aggrapparsi spiritualmente alla propria anima tanto è grande il terrore di perderla a causa di elettroshock, mancanza di compassione e comprensione, Leptozimal, Dobren, Serenase, Largactil, Penthotal.

Per tutto il testo sono ricorrenti alcuni tratti, o meglio, alcune tematiche che scandiscono la vita manicomiale: il rapporto infantile con la madre, l’approccio psicoanalitico del Dottor G, la “non socialità”, ossia l’insistenza del rifiuto del mondo esterno e del ritrovare in quel posto “quella” sorta di masochistica protezione di sé, ma soprattutto, e soprattutto, Pierre e le rose per…

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